Anna I di Russia: l’imperatrice che restaurò l’autocrazia

Anna I di Russia

Anna I Romanov (1730-1740)

Anna Ivanovna, conosciuta come Anna I di Russia, fu imperatrice dell’Impero russo dal 1730 al 1740. Figlia dello zar Ivan V di Russia e nipote di Alessio I Romanov, salì al trono dopo la morte del giovane imperatore Pietro II di Russia.

Il suo regno fu caratterizzato dal rafforzamento del potere assoluto dello zar, dall’influenza di consiglieri stranieri e da una politica estera particolarmente attiva.

L’ascesa al trono

Alla morte di Pietro II nel 1730, la linea maschile diretta dei Romanov si estinse.

Il Consiglio Supremo Privato, dominato dall’alta aristocrazia russa, offrì il trono ad Anna Ivanovna sperando di limitare il potere imperiale attraverso una serie di condizioni che avrebbero ridotto l’autorità dell’imperatrice.

I boiari ritenevano infatti che Anna, lontana dalla politica russa da molti anni, sarebbe stata facilmente controllabile.

Il fallimento dei boiari

Una volta arrivata a Mosca, Anna comprese rapidamente la situazione.

Grazie all’appoggio della piccola nobiltà, dell’esercito e soprattutto dei reggimenti della Guardia Imperiale, rifiutò le limitazioni imposte dal Consiglio Supremo Privato e ristabilì il pieno potere autocratico della corona.

Questo episodio rappresentò una vittoria decisiva dell’assolutismo imperiale sull’aristocrazia russa.

Il governo e la polizia segreta

Tra i primi provvedimenti del suo regno vi fu il rafforzamento degli strumenti di controllo politico.

Anna I fece ampio uso della polizia segreta per sorvegliare gli oppositori e reprimere eventuali complotti contro il governo.

Molti nobili sospettati di ostilità verso il regime furono perseguitati, esiliati o privati delle loro proprietà.

L’influenza di Ernst Biron

Anna mostrò scarsa fiducia nei confronti di gran parte dell’aristocrazia russa e affidò numerosi incarichi a funzionari provenienti dalle province baltiche dell’Impero.

Tra questi il più influente fu Ernst Johann von Biron, suo stretto collaboratore e favorito.

L’influenza di Biron sulla corte fu tale che alcuni storici hanno definito questo periodo “Bironovščina”, termine utilizzato per indicare il predominio dei funzionari tedeschi durante il regno di Anna.

La guerra di successione polacca

In politica estera Anna si alleò con l’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo VI d’Asburgo.

La Russia partecipò alla Guerra di successione polacca, sostenendo la candidatura di Augusto III di Polonia.

L’intervento russo contribuì in modo decisivo alla sua elezione sul trono polacco, aumentando l’influenza di San Pietroburgo negli affari dell’Europa orientale.

La guerra contro l’Impero Ottomano

Nel 1735 la Russia entrò in guerra contro l’Impero Ottomano.

Le truppe russe ottennero alcuni successi militari, ma la situazione cambiò quando l’Austria concluse una pace separata con i turchi.

La Russia fu costretta a porre fine al conflitto con il Trattato di Belgrado, mantenendo soltanto il controllo della fortezza di Azov e rinunciando alla maggior parte delle conquiste ottenute durante la guerra.

L’espansione verso l’Asia centrale

Durante il regno di Anna continuarono le esplorazioni e l’espansione russa verso l’Asia centrale e la Siberia.

Questo processo avrebbe assunto dimensioni sempre maggiori nei decenni successivi, contribuendo alla trasformazione della Russia in uno dei più vasti imperi territoriali della storia.

La morte e la successione

Anna I morì nel 1740 dopo dieci anni di regno.

Prima di morire designò come erede il pronipote Ivan VI di Russia, ancora in fasce, affidando inizialmente la reggenza a Ernst Biron.

La sua scomparsa aprì una nuova fase di instabilità politica e di lotte per il controllo della corte imperiale.

L’eredità di Anna I

Anna Ivanovna è ricordata come la sovrana che restaurò pienamente l’autocrazia imperiale dopo il tentativo dell’aristocrazia di limitare il potere della corona.

Il suo regno consolidò il ruolo dell’esercito e della Guardia Imperiale nella politica russa e rafforzò la presenza della Russia negli affari europei.

Pur essendo una figura controversa, il suo governo contribuì alla crescita della potenza dell’Impero russo nel XVIII secolo.


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