Fotografie della Spagna

La Cueva del Tesoro, Rincón de la Victoria (Málaga)Minas de Rio tinto (Huelva) Alcazaba di Gibralfaro (Málaga) Punta Umbrìa (Huelva) Ruta Barranco Blanco (Málaga)

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La Cueva del Tesoro a Rincón de la Victoria, Málaga

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. A Rincón de la Victoria si trova una delle uniche tre grotte di origine marina conosciute nel mondo, e l’unica con queste caratteristiche nel continente europeo; le altre due furono scoperti in Asia e in America Centrale.

Il mare ha formato le grotte sottomarine, con colonne e gole che sono la base della Cueva del Tesoro. Quando le grotte sono emerse sopra il livello del mare le infiltrazioni di acqua dolce hanno creato le formazioni di stalattiti e stalagmiti, tipiche delle grotte di origine terrestre ad erosione da acqua dolce.

La Cueva del Tesoro è nota per la leggenda dell’esistenza di un tesoro nascosto in una delle sue grotte durante il periodo arabo. Questa tradizione si riflette negli scritti del diciassettesimo secolo di Fray Antonio Agustín de Milla y Suazo. Il tesoro sarebbe stato nascosto dall’imperatore degli Almoravidi Tasufín ibn Ali nel dodicesimo secolo.

Dal punto di vista archeologico sono importanti per il ritrovamento di alcuni resti del Paleolitico (era Solutreana) e dell’età del bronzo.
Il complesso sotterraneo della Cueva del Tesoro, noto anche come Cueva del Higuerón, è formato da diverse cavità che hanno dei campioni di arte rupestre, alcune delle formazioni calcaree tipiche delle grotte si sono originate quando erano sommerse nelle acque marine.

Le correnti e il moto ondoso hanno eroso le parti più morbide, lasciando le parti piu dure sotto forma di colonne e venature di calcare. Più tardi, quando sono emerse dal mare, i filamenti di acqua dolce hanno creato le stalattiti e stalagmiti. [VAI ALLE FOTO]


Minas de Rio tinto (Huelva)

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Minas de Rio tinto è un comune spagnolo di circa 5.000 abitanti situato nella comunità autonoma dell’Andalusia nella provincia di Huelva.

Sembra che le attività minerarie siano iniziate durante il periodo fenicio, quindi, questa miniera è forse la più grande e più antica del mondo.
I fenici furono i primi ad estrarre il rame da fondere con lo stagno della Cornovaglia per ottenere il bronzo, poi i romani, nel IV° secolo dopo Cristo, estraevano l’argento, e a seguire i visigoti, poi ci fu un lungo periodo di abbandono delle miniere.

Il 14 febbraio 1873 la Spagna vendette la concessione mineraria a un consorzio inglese, la Matheson & C., che fondò la Rio Tinto Mining Company ltd, e Minas divenne uno dei centri di estrazione del rame più importanti del mondo.

L’area delle miniere mantiene un fascino particolare che attira migliaia di turisti, più di 5000 anni di attività minerarie hanno trasformato la città di Minas de Riotinto in una scena di paesaggi rossi, gialli, viola, verdi, grigi e ocra, ricchi di imponenti miniere a cielo aperto.

Il paesaggio che il Rio Tinto lascia attraverso il suo corso è unico, Il colore rosso sangue, a tratti arancio, in altri bluastro delle sue acque è dovuto all’erosione dei metalli pesanti e alla forte presenza di ferro che il fiume trova lungo il suo corso.

Il paesaggio è spettacolare, giganteschi crateri colorati, la rara vegetazione, i cimiteri delle vecchie locomotive, cimeli ferroviari e gli antichi binari danno a questo posto uno scenario unico al mondo.

Nonostante l’acidità dell’acqua, è stato scoperto che alghe e funghi le abitano, così come una serie di microrganismi capaci di vivere senza ossigeno. Questo fatto ha attirato molta attenzione sulla NASA stessa, che è andata a Riotinto per analizzare come ciò fosse possibile al fine di studiare alcuni paralleli con il pianeta Marte.

In questo sito si trova anche il laboratorio del progetto Marte, (il Mars analog reaserch technology experiment), avviato dalla Nasa e dal Centro di Astrobiologia di Madrid. Secondo gli scienziati, gli alti livelli di acido che contraddistinguono questo territorio e che conferiscono al Rio Tinto il suo caratteristico colore ruggine sarebbero dovuti alla presenza di microorganismi che si nutrono esclusivamente di minerali e che potrebbero esistere anche su Marte. [VAI ALLE FOTO]


Alcazaba di Gibralfaro (Málaga)

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L’alcazaba di Gibralfaro (o il castello di Gibralfaro) è una fortificazione araba della città spagnola di Malaga. Prende il nome dall’omonimo monte in cui si trova che a sua volta prende il nome dal fenicio: Jbel-Faro: monte del faro.

Si tratta di una fortezza di epoca musulmana, costruita su una fortezza preesistente di origine fenicia, si trova alle falde del monte Gibralfaro, sulla cima del quale si trova il castello dello stesso nome, fu una delle fortezze più inespugnabili della penisola iberica.

Alcazaba e castello sono collegati da un passaggio del monte protetto da una doppia muraglia a zigzag chiamato La Coracha. Occupava l’estremo est delle mura della città, come tutte le alcazaba musulmane, in modo che i fronti del mezzogiorno, ponente e nord, rimanessero all’interno delle mura.

L’Alcazaba si trova inoltre vicino al teatro romano di Malaga, al parco della città e davanti al porto, in un’enclave singolare. [VAI ALLE FOTO]


Punta Umbrìa (Huelva)

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Punta Umbría è la spiaggia più vicina alla città di Huelva ed è la località più famosa della Costa della Luz di Huelva. E’ un’importante centro turistico, grazie soprattutto alle sue splendide spiagge, in estate le “canoe” uniscono Punta Umbría a Huelva.

Si trova sull’estuario del Río Odiel ed è circondato da da pinete e vaste paludi salmastre, che costituiscono le Marismas del Odiel e la zona naturale degli Enebrales, due paradisi naturali di grande interesse ecologico.

Punta Umbría deve la sua origine a una torre (la torre Almenara) fatta costruire per l’avvistamento e la difesa della costa spagnola dagli attacchi che affliggevano la costa spagnola nel XVI e XVII secolo, laTorre Umbría era di grande importanza per il controllo dell’entrata delle navi nel Río de Huelva, ebbe un ruolo importante in vari conflitti durante la dinastia degli Asburgo spagnoli.

L’esistenza di un sito archeologico romano situato nella zona conosciuta come Eucaliptal, dimostra l’antichità del territorio di Punta Umbria.
Attualmente è la costruzione più antica di Punta Umbria, la torre è alta 14,5 metri con un muro di circa 4,5 metri di spessore.

Oggi, Punta Umbría è una città moderna con eccellenti infrastrutture turistiche e di pesca, che coniugano perfettamente la storia moderna con la più recente. [VAI ALLE FOTO]


Ruta Barranco Blanco (Málaga)

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Barranco Blanco prende il nome dalle sue rocce calcaree bianche, che sono in contrasto con la vegetazione circostante (carrubi, salici, ginepri, pini, vigneti selvaggi e abbondanti caprifogli e piante rampicanti), è uno dei più straordinari punti di bellezza nella natura della Provincia di Malaga, habitat di diverse specie protette.

Il corso dell’acqua, caratterizzato da un torrente, cascate e piscine naturali, è il principale affluente del fiume Fuengirola, un paradiso naturale tra Alhaurín El Grande e Coín.

L’acqua scorre nel sottosuolo attraverso montagne calcaree e raggiunge la superficie quando entra in contatto con rocce perodotiti, (le rocce ignee a più alto contenuto di minerali ferro-magnesiaci) rocce molto comuni nella provincia di Màlaga.

Il sentiero è leggermente difficile ma gratificante, l’ambiente abbastanza accogliente, si tratta di un pezzo di terra unico nel mezzo delle foreste e delle montagne della Sierra de las Nieves.

E’ stato dichiarato “Sito di Importanza Comunitaria” (SIC) dall’Unione Europea a causa di una specie di triglia in via di estinzione e di lontre marine che vivono nei suoi corsi d’acqua, queste due specie animali sono particolarmente interessanti in quanto possono essere trovate solo in acque pure. [VAI ALLE FOTO]