Ivan VI
Ivan VI di Russia: l’imperatore bambino che trascorse la vita in prigione

Ivan VI Romanov (1740-1741)
La sua vicenda è una delle più drammatiche della storia russa: proclamato sovrano quando aveva appena poche settimane di vita, trascorse quasi tutta la sua esistenza in prigionia e morì assassinato all’età di ventitré anni.
Ivan VI Antonovič Romanov, imperatore di Russia dal 1740 al 1741.
Le origini
Ivan nacque il 23 agosto 1740 da Anna Leopoldovna e dal duca Antonio Ulrico di Brunswick-Wolfenbüttel.
Era pronipote dell’imperatrice Anna di Russia, che non avendo figli lo designò come proprio successore.
Alla morte di Anna, nell’ottobre del 1740, Ivan VI venne proclamato imperatore di Russia pur avendo soltanto poche settimane di vita.
Un imperatore sotto reggenza
A causa della sua età, il potere venne esercitato inizialmente dal favorito dell’imperatrice, Ernst Johann von Biron, nominato reggente.
Pochi giorni dopo Biron fu rovesciato da un colpo di Stato e la reggenza passò alla madre di Ivan, Anna Leopoldovna.
La situazione politica rimase instabile e il giovane imperatore non ebbe mai alcun ruolo effettivo nel governo dell’Impero.
Il colpo di Stato di Elisabetta
Nel dicembre 1741 Elisabetta di Russia, figlia di Pietro il Grande, organizzò un colpo di Stato con l’appoggio della Guardia Imperiale.
Elisabetta depose il piccolo Ivan VI e assunse il potere.
L’ex imperatore aveva poco più di un anno di età.
La prigionia
Dopo il colpo di Stato, Ivan e la sua famiglia furono arrestati e rinchiusi nella fortezza di Dunamünde.
Nel 1744 i prigionieri vennero trasferiti a Kholmogory, nel nord della Russia.
Qui Ivan fu separato dai genitori e dai fratelli e crebbe in completo isolamento.
Le autorità temevano infatti che la sua esistenza potesse essere utilizzata come pretesto per organizzare rivolte o colpi di Stato contro il governo.
Gli anni nella fortezza di Šlissel’burg
Nel 1756 Ivan venne trasferito nella Fortezza di Šlissel’burg, una delle più sicure prigioni dell’Impero.
La sua identità venne tenuta segreta persino a molti funzionari incaricati della sorveglianza.
L’ex imperatore visse completamente isolato dal mondo esterno, senza contatti con la famiglia e senza alcuna possibilità di recuperare la libertà.
I suoi carcerieri avevano ricevuto istruzioni precise: qualunque tentativo di liberazione avrebbe dovuto essere impedito anche a costo della sua vita.
La morte
Nel luglio del 1764 un giovane ufficiale, Vasilij Mirovič, venne a conoscenza della vera identità del prigioniero e organizzò un piano per liberarlo e restaurarlo sul trono.
Il tentativo fallì.
Prima che i ribelli riuscissero a raggiungerlo, le guardie incaricate della sua custodia eseguirono gli ordini ricevuti e uccisero Ivan VI.
Aveva soltanto ventitré anni.
L’eredità di Ivan VI
Ivan VI non governò mai realmente la Russia, ma la sua esistenza rappresentò per decenni una minaccia politica per gli imperatori che gli succedettero.
La sua vita, trascorsa quasi interamente in isolamento e conclusa con una morte violenta, è considerata una delle vicende più tragiche dell’intera storia della dinastia Romanov.
Ancora oggi Ivan VI viene ricordato come “l’imperatore prigioniero”, simbolo delle dure lotte di successione che caratterizzarono il XVIII secolo russo.