Paolo I

Paolo I – Zar dal 1796 al 1801

Paolo I Petrovich diviene imperatore il 5 novembre 1796 in seguito alla morte della madre.

Come sovrano fu un idealista capace di grande generosità ma con un carattere molto variabile e vendicativo.

Nel 1797 permette al famoso scrittore Radishchev di tornare dall’esilio in Siberia, ma non appena questi rientra nella sua tenuta lo pone sotto il controllo della polizia.

Paolo conduce la sua politica estera in modo del tutto autonomo senza curarsi di alcun consiglio o parere, questo atteggiamento porta la Russia prima ad impegnarsi nella Seconda Coalizione contro la Francia nel 1798 e poi, nel 1801, a condurre una neutralità armata contro la Gran Bretagna.

In entrambi i casi le scelte sono basate solamente su emozioni personali: nel primo caso perchè la Francia ha espulso da Malta i cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di cui lo zar è Gran Maestro, nel secondo caso la scelta è dovuta alle lusinghe di Napoleone.

Oltre all’idea, per altro presto abbandonata, di un assalto navale congiunto franco-russo contro la Gran Bretagna. Un’altra impresa avventata in cui si impegna Paolo I fu la spedizione cosacca in India. Tutte queste azioni sono probabilmente un tentativo di seguire le orme di Pietro il Grande; sul suo monumento eretto, durante il regno di Paolo I, vicino al palazzo Mikhailovsky a San Pietroburgo si legge ” Al nonno dal nipote” (una sottile ma ovvia presa in giro dell’iscrizione in latino “Petro primo Catherina secunda”, pomposa dedica di Caterina II al Cavaliere di bronzo, la più famosa statua di San Pietroburgo).

In politica interna Paolo I si comporta in modo nettamente reazionario. Il suo primo obiettivo fu quello di abrogare tutte le innovazioni introdotte dalla madre. Aspro nei confronti dei nobili non si cura assolutamente delle condizioni delle classe popolari ed anzi amplia la servitù della gleba.

I timori di Paolo I di poter essere assassinato diventano in breve una realtà .

Un complotto, che ha lo scopo di costringerlo ad abdicare, viene organizzato alcuni mesi prima della sua realizzazione dai conti Pahlen e Panin e dall’ammiraglio Ribas, un avventuriero mezzo spagnolo e mezzo napoletano.

La morte di Ribas ritarda l’esecuzione del piano. Nella notte del 23 marzo 1801 Paolo viene assassinato nella sua camera da letto nel palazzo di San Michele da un gruppo di ufficiali comandati dal generale Bennigsen, un hannoveriano al servizio della Russia.

I cospiratori entrano nella camera dell’imperatore e lo trascinano ad un tavolo dove tentano di costringerlo a firmare l’atto di abdicazione, Paolo fa resistenza ed uno dei congiurati lo colpisce con la spada e poi lo strangola.

Uno dei cospiratori, il generale Nicholas Zubov si reca dal figlio di Paolo, Alessandro, che si trova nel palazzo ed è al corrente del complotto, per annunciargli la sua ascesa al trono.

[Predecessore: Caterina II] [Successore: Alessandro I Romanov]

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