Trotskij

Lev Trotskij (Lev Trotsky o Leon Trotsky)

Lev Davidovičc Bronštejn (Janovka 1879 – Città del Messico 1940). Prese il nome di Trockij da un ex-carceriere di Odessa. Nato da genitori ebrei a Janovka, provincia di Kherson, in Ucraina.

Politico russo, attivo antizarista fin dall’adolescenza venne arrestato per la prima volta nel 1898 mentre lavorava come organizzatore per l’Unione Operaia della Russia Meridionale e fu condannato e deportato in Siberia nel 1900

Nel 1902 riuscì a fuggire a Londra dove raggiunse Vladimir Lenin, all’epoca redattore capo della rivista marxista “Iskrà” (La scintilla), organo del Partito Social Democratico Russo dei Lavoratori e ne divenne collaboratore.

Durante il congresso del P.S.D.R.L., a Londra nell’estate del 1903, si schierò con i menscevichi contro Lenin, anche se il suo appoggio ai menscevichi fu breve deteriorò il suo rapporto con Lenin dei successivi 14 anni.

Tornato in Russia nel 1905 partecipò alla rivoluzione presiedendo l’effimero soviet di Pietroburgo e per il suo coinvolgimento nello sciopero generale di Ottobre fu nuovamente arrestato, condannato all’esilio a vita venne deportato in Siberia, nel gennaio 1907, riuscì a fuggire, rifugiandosi prima in Europa occidentale (Londra, Vienna, Svizzera e Francia), Venne espulso dalla Francia e si stabilì negli Stati Uniti fino quando la Rivoluzione Russa rimosse lo Zar.

Fece ritorno in Russia nel maggio 1917, aderì al Partito bolscevico, svolgendo un ruolo di primo piano nella rivoluzione d’ottobre. Dotato di eccezionali qualità di organizzatore, fu nominato commissario del popolo per gli Affari Esteri, negoziò con la Germania e i suoi alleati la pace, ma il suo ritiro dai colloqui, il 10 febbraio 1918, provocò l’invasione tedesca (18 febbraio), costringendo l’Unione Sovietica a firmare il trattato di Brest-Litovsk (3 marzo).

Trockij lasciò la diplomazia e divenne Commissario del popolo alla Guerra. Fù uno dei fondatori dell’Armata rossa, che sotto la sua guida vinse la guerra civile (1918-1921).

Prima della malattia, e successiva morte, di Lenin, entrò in contrasto politico e ideologico con Stalin, contro la cui concezione del socialismo in un solo paese sostenne la teoria della rivoluzione permanente, elaborata tempo addietro e resa pubblica nel 1922 nella sua raccolta di saggi.

Progressivamente emarginato, dopo la morte di Lenin (1924) peggiorò la sua posizione con la pubblicazione delle Lezioni d’ottobre, tentativo di analisi della storia del partito che offrì ai suoi avversari un ulteriore motivo per attaccarlo, poiché metteva in discussione la pretesa della trojka (Stalin, Kamenev, Zinov’ev) di essere gli autentici eredi del leader scomparso.

Nel 1925 i suoi oppositori lo obbligarono ad abbandonare la carica di commissario del popolo.

Nel 1926, dopo il passaggio all’opposizione di Kamenev e Zinov’ev, propose al Comitato centrale una piattaforma alternativa alla linea staliniana.

Nel 1927 fu espulso dal partito (lasciando a Stalin il controllo indiscusso dell’Unione Sovietica).

Nel 1928 venne confinato ad Alma Ata (oggi nel Kazakhistan) il 31 gennaio 1929 venne espulso.

Si spostò dalla Turchia, alla Francia e in Norvegia (dall’estero continuò a difendere il vecchio bolscevismo, sostenendo l’avvenuta degenerazione della rivoluzione nel libro “La rivoluzione tradita”)

Nel 1937 si stabilì a Città del Messico, su invito del presidente messicano Làzaro Càrdenas, in casa del pittore Diego Rivera e di Frida Kahlo.

Lev Trockij con Frida Kahlo

Nel 1938, Trockij fondò una Quarta internazionale, un’organizzazione marxista internazionale, antistalinista, la quale intendeva essere un’alternativa trockijsta alla Terza Internazionale stalinista. Venne condannato a morte in contumacia nei processi di Mosca.

Nel 1939 lasciò la casa di Rivera e si stabilì in una residenza a Coyoacán (un sobborgo di Città del Messico).

Il 24 maggio 1940, Trockij sopravvisse a un raid nella sua casa da parte di presunti agenti di Stalin.

Il 20 agosto 1940, mentre era nella sua casa, venne aggredito da un agente stalinista, Ramón Mercader, che con una piccozza da ghiaccio gli sfondò il cranio.

Trockij morì il giorno seguente.

La casa di Trockij a Coyoacán fu preservata più o meno nelle stesse condizioni in cui si trovava il giorno del suo assassinio ed è oggi un museo, la sua tomba si trova nel terreno attorno alla casa.

Le idee di Trockij formano la base della teoria comunista del trockijsmo.