Alessandro III Romanov (1881-1894): lo zar dell’autocrazia e della russificazione

Alessandro III Romanov: zar di Russia dal 1881 al 1894

Alessandro III Romanov

Alessandro III Romanov (1845-1894) fu imperatore di Russia dal 1881 al 1894. Secondogenito dello zar Alessandro II, salì al trono dopo l’assassinio del padre avvenuto il 13 marzo 1881. Il suo regno segnò una netta inversione di rotta rispetto alle riforme liberali del predecessore e fu caratterizzato dal rafforzamento dell’autocrazia, dalla russificazione delle minoranze e da una politica estera prudente.

Il programma politico di Alessandro III

Fin dai primi mesi di governo, Alessandro III dichiarò la propria fedeltà al principio dell’autocrazia assoluta. La sua visione politica si basava su tre pilastri fondamentali:

  • Autocrazia
  • Ortodossia religiosa
  • Nazionalismo russo

Secondo lo zar, l’Impero Russo doveva essere uno Stato unito da una sola lingua, una sola religione e una sola autorità politica.

La politica di russificazione

Durante il suo regno venne intensificata la politica di russificazione delle popolazioni non russe dell’impero. La lingua e la cultura russa furono imposte in molte regioni abitate da polacchi, finlandesi, tedeschi baltici, ucraini e popolazioni del Caucaso.

Parallelamente, il governo favorì la Chiesa Ortodossa Russa e limitò la libertà delle altre confessioni religiose. In questo periodo si verificarono anche numerosi episodi di persecuzione contro le comunità ebraiche, noti come pogrom.

Le riforme amministrative

Alessandro III ridusse l’autonomia degli Zemstvo, le assemblee locali elettive create durante il regno di Alessandro II.

L’amministrazione provinciale fu posta sotto un controllo più diretto da parte del governo centrale, mentre i proprietari terrieri acquisirono maggiori poteri nelle campagne. L’intero apparato statale dipendeva direttamente dall’autorità dello zar, rafforzando ulteriormente il carattere autoritario del regime.

La politica estera: pace e riarmo

Pur essendo un convinto sostenitore dell’autocrazia, Alessandro III evitò guerre su larga scala durante tutto il suo regno, guadagnandosi talvolta il soprannome di “lo zar pacificatore”.

Consapevole delle debolezze militari emerse negli anni precedenti, promosse però un vasto programma di modernizzazione e riarmo dell’esercito.

Nei rapporti internazionali mantenne inizialmente buone relazioni con la Germania di Otto von Bismarck e sostenne il sistema dell’Alleanza dei Tre Imperatori, che univa Russia, Germania e Austria-Ungheria.

Negli ultimi anni del regno, tuttavia, i rapporti con Berlino si raffreddarono e la Russia iniziò ad avvicinarsi diplomaticamente alla Francia, futura alleata contro gli Imperi Centrali.

L’espansione in Asia centrale

Alessandro III proseguì la tradizionale espansione russa in Asia centrale, ma cercò di evitare uno scontro diretto con la Gran Bretagna, impegnata a difendere i propri interessi in India.

Questa prudente politica contribuì a mantenere la stabilità internazionale durante il suo regno.

Il tentativo di attentato del 1887

Nel 1887 la polizia segreta russa sventò un attentato contro lo zar organizzato dal gruppo rivoluzionario Narodnaja Volja (“Volontà del Popolo”).

Tra gli arrestati figurava anche Aleksandr Ulyanov, fratello maggiore di Vladimir Lenin. Condannato a morte, Aleksandr fu impiccato il 20 maggio 1887. L’evento ebbe una profonda influenza sul giovane Lenin e contribuì alla sua futura attività rivoluzionaria.

La morte di Alessandro III

Negli ultimi anni della sua vita la salute dello zar peggiorò rapidamente. Alessandro III morì il 1º novembre 1894 nella residenza imperiale di Livadia, in Crimea, all’età di 49 anni.

Alla sua morte gli succedette il figlio maggiore, Nicola II Romanov, destinato a diventare l’ultimo imperatore della dinastia Romanov.


Predecessore: Alessandro II

Successore: Nicola II Romanov

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