Fotografie della Tunisia

Chott el Jerid

Il Chott El Jerid è un lago salato della Tunisia. Situato nel sud-ovest del paese, in una depressione tra le oasi di Tozeur e di Nefta da un lato e tra Kébili e Douz ai confini del deserto del Sahara dall’altro. [24 foto]


Djerba

Djerba è un’isola al largo della Tunisia, è nota per le spiagge mediterranee e le bianche città del deserto segnate dall’influenza di berberi, arabi, ebrei e delle culture africane. Houmt Souk è la città principale, [29 foto]


Douz

Douz è una città della Tunisia conosciuta come “la porta del Sahara” ospitata da quella che anticamente era l’oasi più importante della zona. In essa vive un numeroso gruppo di appartenenti all’etnia M’razig. [35 foto]


Kebili

Kebili è una città della Tunisia centrale, capoluogo del governatorato omonimo. Sorge in un’oasi abitata fin dall’antichità. È una città multietnica, in cui convivono arabi, berberi e neri. L’agricoltura costituisce il settore più importante per l’economia locale e ciò grazie alla ricchezza delle risorse idrauliche che sono mobilitate per la creazione dei perimetri irrigati, la riabilitazione delle oasi e la produzione delle primizie via la geotermia. [19 foto]


Gabès

Gabès è una città della Tunisia, capoluogo del governatorato omonimo. Gabès è una città che si trova nel centro-est della Tunisia. Il nome “ libyco-berbère” di questa città è “Takapes”, i romani la chiamarono “Takapitanus” per poi essere ribattezzata “Gabès” dagli Arabi. Ha un clima mediterraneo, gli inverni non sono troppo freddi con temperature minime di 14 gradi ma le estati sono caldissime con scarse piogge. [19 foto]


Medenine

Nella cittadina di Medenine sono presenti i famosi ksour, e alcuni tipi di granai a forma semicilindrica chiamati ghorfas. I primi ghorfas di Medenina risalgono al XVII secolo. Nel periodo pre-coloniale Medenina era già il più grande centro commerciale del Sahara, e richiamava mercanti da tutto il Nordafrica e persino dal Bornu.
Durante la Seconda guerra mondiale, nel marzo del 1943, la città fu teatro della omonima battaglia in cui il generale Erwin Rommel dell’Afrika Korps tedesca fu sconfitto dall’esercito britannico, e fu rimpiazzato dal Generale Hans-Jürgen von Arnim.
A Médenine sono state girate alcune scene di Guerre stellari. Inoltre la città è menzionata nelle serie televisive Nikita e Lost. [57 foto]


Tataouine, il set del film “Star Wars”

Tataouine, detta anche la porta del Sahara, è famosa per aver ospitato il set per le riprese di Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma. George Lucas scelse questa location per la sua architettura troglodita, abitata nelle case scavate all’interno delle colline con i cortili che sembrano crateri, in effetti somiglia ad un paesaggio che non è esagerato definire lunare, un deserto di roccia e di crateri, perfetta per l’ambientazione di Tatooine. Alcune delle abitazioni scavate nella roccia vennero acquistate dai produttori di Star Wars per le riprese del film e come alloggio per il cast e troupe. La casa di Luke Skywalker ora è un albergo, il Sidi Driss, utilizzato come set anche per “Star Wars Episodio II” [10 foto]


Matmata

Matmata è un villaggio berbero alle porte del Sahara, arroccato a 600 metri di altitudine con circa 1.800 abitanti , situato alle porte del Deserto del Sahara è caratterizzato da una singolare architettura troglodita. E’ famoso per essere stato il set del primo film della saga di Star Wars “Episodio IV, Una nuova Speranza”. [16 foto]


Chebika

Chebika è un’oasi di montagna nella Tunisia occidentale, situata a circa 50 km da Tozeur. Chebika si trova ai piedi delle montagne del Djebel el Negueb e, per la sua esposizione al sole, è conosciuta come Qasr el-Shams. Sita tra montagne rocciose color sabbia, palme e tortuosi sentieri che conducono ad un cascata che forma dei piccoli laghetti. L’antico villaggio di Chebika venne abbandonato verso la fine degli anni ’60 a causa di una violenta alluvione che mise in ginocchio per molti mesi la Tunisia. [24 foto]


Tamerza (Tamaghza)

Tamerza è la più grande oasi di montagna in Tunisia, sorge sul sito romano di Ad Turres, tra i canyon sorge una cascata che si riversa in un piccolo lago tra i palmeti. Piccole fonti di acqua emergono dalla montagna e si versano nel canyon formando delle suggestive cascate. La città fu abbandonata dopo che il fiume fu inondato per 22 giorni a causa dell’inondazione del 1969. Si trova a nord dei laghi salati e riceve acqua fresca dalle vicine colline. [21 foto]


Tozeur

Tozeur , la città sorge in un’oasi ai margini del deserto del Sahara, è circondata da oltre mille ettari di palmeti. Gli edifici, sia della città vecchia sia della nuova, sono costruiti in mattoni. La città sorge in un’oasi facente parte dei margini del deserto del Sahara, a sud-ovest della capitale Tunisi (da cui dista circa 450 chilometri) e a nord-ovest del Chott el-Jerid. È circondata da oltre mille ettari di palmeti, con oltre 400.000 alberi irrigati dall’acqua di 200 sorgenti del Ras El Aïoun, oramai perennemente all’asciutto a causa dell’ingente prelievo idrico. Abitata fin dall’antichità, Tozeur è probabilmente di origine berbera. Nel 33 a.C., colonizzata dai Romani, prese il nome di Thusuros. La città divenne uno snodo commerciale, importante sia per il commercio dei datteri sia per quello degli schiavi attraverso la strada romana da Gabès a Biskra. Nel XIII secolo, la città divenne musulmana e vi vennero costruite due moschee. Essa continuò ad ingrandirsi insieme ai suoi palmeti, conoscendo una grande crescita economica che raggiunse il suo apice nel XIV secolo. Tozeur rimase una città di passaggio per le grandi carovane fino al XIX secolo, epoca in cui divenne predominante la produzione dei datteri. Dopo il 1950, con lo sviluppo delle vicine città minerarie di Metlaoui e Redeyef, la popolazione incominciò a diminuire. [53 foto]


Dar Cherait Museum

Dar Cherait Museum (Tozeur). Il Museo Dar Cherait è un museo tunisino situato a Tozeur, più precisamente a poche centinaia di metri dal palmeto della città, alle porte del deserto del Sahara. Primo museo privato della Tunisia, è stato fondato nel 1990 da Abderrazak Cheraït , sindaco di Tozeur, che è il promotore di numerosi progetti culturali per la valorizzazione del patrimonio tunisino. Il museo chiude nel gennaio 2011, nel contesto della rivoluzione tunisina, anche se in precedenza erano comparsi problemi finanziari, il debito del gruppo turistico aveva raggiunto i venti milioni di dinari. Riapre il 15 dicembre 2014. [23 foto]