Boris Godunov: lo zar che precedette il Periodo dei Torbidi

Boris Godunov (1598-1605)

Boris Godunov

Boris Godunov fu zar di Russia dal 1598 al 1605. La sua ascesa al trono segnò una svolta nella storia russa, poiché fu il primo sovrano eletto dopo l’estinzione della dinastia dei Rjurik.

Alla morte di Fëdor I, ultimo zar della dinastia, Boris venne scelto come nuovo sovrano dallo Zemskij Sobor, l’assemblea composta da boiari, rappresentanti del clero e membri delle principali città della Moscovia.

L’ascesa al potere

Già durante il regno di Fëdor I, Boris Godunov aveva esercitato una forte influenza politica. Grazie alle sue capacità amministrative e al ruolo di cognato dello zar, era diventato l’uomo più potente della Russia.

La sua elezione al trono nel 1598 fu accettata da gran parte della popolazione, ma molti boiari continuarono a considerarlo un usurpatore perché non apparteneva alla dinastia regnante.

Politica interna ed estera

Durante il suo regno Boris Godunov cercò di rafforzare lo Stato russo e promuovere lo sviluppo economico del Paese.

Ottenne risultati positivi nei rapporti con la Svezia, favorì il commercio con l’estero e incoraggiò l’arrivo di tecnici e specialisti provenienti dall’Europa occidentale.

Allo stesso tempo governò con fermezza, reprimendo duramente le famiglie aristocratiche che si opponevano alla sua autorità. Le tensioni con i boiari rimasero infatti una costante del suo regno.

Il mistero dello zarevic Dmitrij

Uno dei principali problemi politici affrontati da Boris Godunov riguardava la morte dello zarevic Dmitrij Ivanovič, ultimo figlio di Ivan il Terribile.

Il giovane Dmitrij era morto nel 1591 a Uglič in circostanze mai del tutto chiarite. Sebbene l’inchiesta ufficiale avesse attribuito la morte a un incidente, molti sospettavano che dietro l’episodio vi fosse la mano di Boris Godunov.

Questi sospetti alimentarono per anni il malcontento dei suoi oppositori.

L’apparizione del Falso Dmitrij

Nel 1604 comparve un uomo che sosteneva di essere il principe Dmitrij miracolosamente sopravvissuto. Si trattava del monaco fuggitivo Falso Dmitrij I, identificato dalla maggior parte degli storici con Grigorij Otrep’ev.

Sostenuto da alcuni nobili polacchi e da numerosi avversari di Boris Godunov, il pretendente raccolse un esercito e invase la Russia nel giugno del 1604.

Lungo il cammino verso Mosca ricevette l’appoggio di vari gruppi di cosacchi e di molti nemici dello zar.

La crisi finale

Le truppe del Falso Dmitrij affrontarono l’esercito di Boris Godunov in diverse battaglie. Nonostante alcuni successi iniziali delle forze governative, la situazione politica divenne sempre più instabile.

Boris Godunov morì improvvisamente, Il 13 aprile 1605 probabilmente per cause naturali.

Il trono passò al figlio Fëdor II Godunov, che però riuscì a regnare solo per poche settimane.

La morte di Boris aprì la strada all’ascesa del Falso Dmitrij e all’inizio del Periodo dei Torbidi, una delle fasi più drammatiche della storia russa, caratterizzata da guerre civili, carestie, invasioni straniere e lotte dinastiche.

L’eredità di Boris Godunov

La figura di Boris Godunov rimane ancora oggi controversa. Alcuni storici lo considerano un sovrano capace e riformatore, altri lo ricordano come un politico autoritario che non riuscì a garantire una successione stabile.

In ogni caso, il suo regno rappresentò il passaggio tra la fine della dinastia dei Rjurik e la lunga crisi che avrebbe portato all’ascesa della dinastia Romanov.


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