Ivan IV il Terribile: il primo Zar di tutte le Russie
Ivan IV di Russia (1533-1584)

Ivan IV Vasil’evič, conosciuto come Ivan il Terribile, fu il primo sovrano a fregiarsi ufficialmente del titolo di Zar di tutte le Russie. Il suo lungo regno, dal 1533 al 1584, rappresentò una fase decisiva nella trasformazione della Moscovia in una grande potenza dell’Europa orientale.
Figlio di Basilio III, Ivan salì al trono all’età di tre anni dopo la morte del padre. Durante la sua infanzia il potere fu esercitato dai boiari, le potenti famiglie aristocratiche russe, che si contesero il controllo dello Stato.
Questa esperienza segnò profondamente il giovane sovrano e contribuì a sviluppare in lui una forte diffidenza nei confronti della nobiltà.
L’incoronazione a Zar e le riforme
Nel 1547 Ivan fu incoronato ufficialmente Zar. Nei primi anni di governo avviò una serie di importanti riforme amministrative e militari volte a rafforzare il potere centrale.
Nel 1549 istituì il Consiglio degli Eletti, mentre nel 1550 convocò lo Zemskij Sobor, un’assemblea consultiva che coinvolgeva rappresentanti delle diverse componenti della società russa. Nello stesso anno creò gli Strel’cy, un corpo militare permanente armato di archibugi che divenne uno dei pilastri dell’esercito moscovita.
La lotta contro i boiari e l’opričnina
Determinato a ridurre l’influenza della grande nobiltà, Ivan adottò metodi estremamente severi. Per consolidare il proprio potere introdusse nel 1565 l’opričnina, un sistema politico e territoriale controllato direttamente dallo zar e difeso dagli opričniki, una sorta di polizia politica incaricata di reprimere oppositori reali o presunti.
Le persecuzioni contro i boiari e le confische delle loro proprietà contribuirono a rafforzare l’autorità dello Stato, ma provocarono anche violenze diffuse e un clima di terrore che valse al sovrano il soprannome di Ivan il Terribile.
Le conquiste territoriali
Durante il suo regno la Russia conobbe una significativa espansione territoriale. Ivan conquistò i khanati tatari di Kazan’ e Astrakhan’, assicurando il controllo del fiume Volga e aprendo nuove vie commerciali verso l’Asia.
Le sue campagne favorirono inoltre l’espansione russa verso gli Urali e la Siberia, gettando le basi per la futura crescita dell’Impero russo.
Anastasia Romanovna
Nel 1547 Ivan sposò Anastasia Romanovna, appartenente alla famiglia che in seguito avrebbe dato origine alla dinastia dei Romanov.
Le cronache la descrivono come una donna mite e intelligente, capace di esercitare un’influenza moderatrice sul carattere impulsivo dello zar. La sua morte nel 1560 colpì profondamente Ivan, che sospettò un avvelenamento orchestrato dai boiari. Da quel momento il suo comportamento divenne progressivamente più sospettoso e violento.
Gli ultimi anni del regno
Negli anni successivi gli opričniki acquisirono un potere sempre maggiore, trasformandosi in una forza spesso incontrollabile. Ivan ordinò numerose esecuzioni e repressioni contro nobili e contadini, mentre le lunghe guerre, in particolare la Guerra di Livonia, impoverirono il Paese.
Le devastazioni, unite a carestie e spopolamento, colpirono duramente la Moscovia. Molte regioni un tempo prosperose conobbero una grave crisi economica e demografica.
Nel 1570, sospettando un tradimento della città di Velikij Novgorod, Ivan ordinò una brutale repressione che provocò migliaia di vittime tra nobili, mercanti e popolazione civile.
La morte del figlio e la fine di Ivan il Terribile
Uno degli episodi più celebri e controversi della vita dello zar avvenne nel 1581 quando, durante una violenta lite, colpì mortalmente il figlio ed erede Ivan Ivanovič. L’evento contribuì a indebolire la successione dinastica e aprì la strada alle difficoltà che avrebbero colpito la Russia dopo la sua morte.
Ivan IV morì nel 1584 lasciando un’eredità complessa: da un lato aveva rafforzato lo Stato russo e ampliato enormemente i suoi territori, dall’altro aveva governato con metodi brutali che segnarono profondamente la storia della Russia.an ordina agli Strelizzi di massacrare la popolazione. I morti sono stati da 30 a 40.000 anche se a livello ufficiale ”solo” 3.000, tra nobili e gente comune.