Fedor III

Fëdor III era il terzo figlio dello zar Alessio I e della prima moglie Marija Il’inična Miloslavskaja.


A causa della morte dei suoi fratelli maggiori, Fedor divenne zarevic e come tale fu educato. Uno dei precettori del principe ereditario fu il monaco della Russia occidentale e poeta Simeon Polockij che gli insegnò il latino ed il polacco, con il quale egli prese confidenza anche con lo stile di vita occidentale, e lo istruì nelle scienze, arte e nella musica.

Fin da bambino, a causa della sua precaria salute aveva difficoltà a reggersi in piedi, quindi era solito muoversi in portantina, fu costretto a governare per gran parte dal suo breve regno dal letto.

Fëdor era un uomo molto religioso (scrisse anche alcuni inni religiosi), fu il primo zar a verstire e pettinarsi all’occidentale. Sotto il suo regno la Russia incominciò ad avvicinarsi all’Europa.

Il 29 gennaio 1676, alla morte di suo padre Alessio I, Fëdor, che aveva solo 16 anni, divenne Zar di Russia, all’inizio del suo regno egli dovette sottostare alla volontà di alcuni suoi antagonisti, specialmente Artamon Sergeevič Matveev cercò di tenere in suo potere il giovane zar.

Il 28 luglio 1680 Fëdor sposò in prime nozze Agafija Grušeckaja, che morì di parto il 24 luglio 1681, loro figlio nato l’11 luglio morì dopo dieci giorni. Nell’ottobre dello stesso anno Fëdor sposò in seconde nozze Marfa Matveevna Apraksina, dalla quale tuttavia non ebbe figli.

Durante il suo regno ebbero inizio molte riforme: istituì un’accademia di scienze presso il Monastero Zaikonospassky, centralizzò l’apparato burocratico, migliorò la riscossione fiscale ed infine, il 24 novembre 1681 abolì il sistema gerarchico militare (Mestničestvo), decretando la distruzione dei registri che contenevano i ranghi di ciascuna famiglia nobiliare con la rispettiva gerarchia degli incarichi civili e militari cui aveva diritto; con tale misura, sostanzialmente, venne statuito il principio secondo cui gli incarichi venivano attribuiti soltanto per meriti di servizio.

Una circostanza contraria fu, che egli si trovò in uno stato di guerra pressoché costante contro l’Impero ottomano, che terminò solo nel 1681 con la pace, vantaggiosa per la Russia, di Bakhchisaray.

Morì il 7 maggio 1682 di malattia; non avendo eredi, scoppiò una crisi di successione che vide inizialmente la vittoria del fratellastro Pietro ma che, in seguito alla rivolta degli Strel’cy, vide la creazione di un debole governo congiunto di Pietro I e del fratello maggiore Ivan, sotto la reggenza della sorella Sofia.

[Predecessore: Alessio I Romanov] [Successore: Ivan V]